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bonbonScatole rosse e scatole azzurre? Con queste strategie e questo gran parlare di campagne e di conquiste di mercato, il piano pubblicitario assomiglia proprio a un piano di battaglia. Il primo che va convinto è lo stesso produttore, colui che investe spesso una forte somma: e non sempre le idee dell''agenzia coincidono con le sue. Ma non è detto che un industriale abbia una conoscenza approfondita e totale del mercato come invece può averla un''organizzazione che studia specificamente i problemi della comunicazione pubblicitaria.A lui spesso basterebbe sentir dire che il suo prodotto è bello e buono; ma questo potrebbero dirlo anche i concorrenti a proposito dei rispettivi loro prodotti e un consumatore, fra tanti elogi, non saprebbe più orientarsi nelle scelte: così le operazioni pubblicitarie si annullerebbero a vicenda. Invece no. È necessario che di ogni dentifricio, per esempio, il consumatore abbia un''immagine distinta che motivi la sua eventuale preferenza e glielo ricordi quando, davanti a uno scaffale del supermercato, dovrà infine comperare quello che gli occorre. pecoreSul semplice gesto di prendere dallo scaffale una confezione anzichè l''altra influiscono molti motivi, alcuni comprensibili, altri inspiegabili razionalmente. Possiamo facilmente capire che una massaia acquisti un detersivo perchè, per esempio, costa poco o anche perchè si identifica col personaggio che in televisione e sui giornali mostra con orgoglio un bucato perfetto. Ma come spiegare invece l''esperimento di una ditta americana che lanciò contemporaneamente sul mercato il medesimo detersivo allo stesso prezzo, ma in due scatole di colore diverso, una rossa e l''altra azzurra? Le scatole azzurre furono vendute senza problemi, ma il detersivo nella scatola rossa, invece, venne acquistato da pochi. Un pubblicitario deve perciò badare a moltissime cose: perfino alla sensibilità di un certo tipo di consumatori a un colore, a una confezione, a una fotomodella.scatole Ogni annuncio ha molti obiettivi psicologici: per esempio quello di convincere che un prodotto è il migliore senza però denigrare quelli altrui; di abituare a un nuovo prodotto; di associare l''immagine del prodotto a qualcosa di piacevole, tenendo conto delle aspirazioni più diffuse nella fetta di pubblico con cui si desidera comunicare. Ma accanto a queste manovre psicologiche che cercano di stabilire una complicità con i desideri e i sogni della gente, convincendola, abituandola e forzandola a stabilire associazioni positive tra prodotti è stati d''animo, ci sono altri stimoli da tenere in considerazione: bisogna indurre il consumatore all''azione, cioè all''acquisto di un prodotto con maggiore frequenza, oppure spingerlo a sostituire un prodotto con un altro, o anche a sperimentare una novità.